A.A.A. comprensione per un grafico cercasi!
lettera di un editore indipendente ai librai indipendenti
Sono entrata in una libreria cosiddetta “indipendente” del centro e ci sono stata per un pò, ho sfogliato più di qualche libro, ho letto un bel po’ di quarte di copertina, mi sono interessata ad uno o ad un altro testo.
Ma la verità è che i libri, almeno in quel momento, non mi interessavano affatto, la mia era solo finzione. Io ero lì per osservare la gente che come me guardava, sfogliava, toccava i libri e per cercare di carpire il loro comportamento verso quegli oggetti che per noi di Scrittura & Scritture sono la nostra ragione di vita, quegli oggetti che un editore contribuisce a creare, a dare loro una forma, un colore, uno “spessore”, per poi affidarli ad un altro, fondamentale ma non ultimo, anello della “catena culturale” che provvede poi ad allinearli sugli scaffali della propria libreria, sistemarli in pile e pile, dare loro una collocazione piuttosto che un’altra, “settorializzarli” o semplicemente “classificarli”.
Ma è questo ciò che fa un libraio? O forse questo è solo uno dei suoi “compiti”?
Un libraio è una persona che ogni mese ha letto e valutato le schede delle prossime uscite di centinaia di titoli; che ha scelto quali libri ospitare nella sua libreria, e soprattutto in che quantità, un po’ seguendo i suoi gusti personali, un po’ quelli della sua clientela; un libraio è una persona che dà anche consigli ai potenziali lettori, ma non ripetendo le “proposte d’acquisto” che qualcun’altro fa o ha fatto prima di lui… ma…
…ma … la realtà è quasi sempre ben diversa…
… la realtà è fatta in maggior parte di librerie omologate, di luoghi in cui l’offerta culturale è sempre uguale, dove la quantità di libri da ospitare è decisa solo dalla metratura di spazio disponibile… per cui “sapete, la mia è una piccola libreria, non ho spazio per tutti…” però poi non si capisce come mai ci siano centinaia di copie dell’ultimo best seller di turno che arrivano fino all’ingresso del negozio e zero quantità di centinaia e centinaia di titoli che nessuno mai leggerà perché nessuno mai vi si imbatterà…
… la realtà è fatta di scaffali pieni di singole copie di titoli che quasi nessuno vedrà mai e sono lì solo perché tanto il libraio le può rendere come e quando vuole…senza pagarci nessuna spesa: un contentino per l’editore “locale”, per l’amico scrittore, per l’agente simpatico… e poi perchè, in fondo, “non si può mai sapere… passasse uno che vuole proprio quel libro…?!”
…la realtà è fatta di librai che sempre più diffusamente organizzano nelle loro librerie dei piccoli “ghetti” (intesi come spazi di isolamento sociale culturale e politico imposto ad una minoranza) in cui sistemano degli scaffali su cui campeggia la dicitura EDITORIA LOCALE… ma che in pochi, poi, vanno a guardare perché, in fondo, che significa EDITORIA LOCALE? Libri di editori di quel luogo? o piuttosto libri su quella località? e i libri di narrativa con ambientazione regionale dove andranno cercati?… ma i libri non andrebbero “sistemati” principalmente in base ad una classificazione di genere, o in ordine alfabetico per autore, e/o per “fascia d’età” (libri per bambini/ragazzi)??
…la realtà è fatta, nella maggior parte, di librerie dalle vetrine sciatte e polverose, con libri accatastati a casaccio e senza molto gusto estetico, come se il libro non sia un “prodotto” allettante o che meriti una qualche attenzione e che, invece, se esposto in un certo modo, potrebbe avvicinare…
…la realtà è fatta di libri che pur riportando sulla copertina la scritta “romanzo” o “racconto” finiscono nel settore ESOTERISMO solo perchè “il distributore di cui si serve quella casa editrice tratta PREVALENTEMENTE quel genere”…
…la realtà è fatta di librai che se l’autore non è del luogo, o se l’ambientazione non è locale, allora non lo prendono perché “alla gente non interessa”… bè allora com’è che le librerie sono stracolme di autori stranieri o di libri ambientati nelle più svariate parti del mondo???
…la realtà è fatta di risposte simili a ritornelli di un disco inceppato: “la gente non li vuole questi libri!”…
Sono stata molto tempo a “spiare” le persone che per tutto l’arco di tempo del mio “appostamento” sono entrate e uscite dalla libreria, quasi sempre portando via con sè qualcosa...beninteso sempre dopo essere passati per la cassa a pagare... e sono arrivata ad una felice conclusione: nella maggior parte dei casi le persone che sono entrate non cercavano nulla di particolare, erano solo spinte dal desiderio di trovare qualcosa che soddisfasse una preferenza, un gusto, un piacere, personale o di qualcun’altro, magari spinti da un istinto momentaneo o da una precisa preferenza per un genere. E allora mi sono chiesta: se il potenziale acquirente/lettore avesse trovato tra quelle pile di libri, tra quelle copertine così in bella mostra nei reparti più centrali della libreria i libri di una casa editrice piccola e (semi)sconosciuta, o di un autore esordiente (o quasi) piuttosto che quelli più reclamizzati e “urlati” dalle pagine dei principali quotidiani e settimanali, non li avrebbero forse scelti lo stesso? E per il libraio cosa sarebbe cambiato se alla cassa avesse passato un codice a barre generato con sogno e passione all’interno di una piccolissima “realtà editoriale” piuttosto che da una “industria libraria”? Perchè non ci si imbatte mai (o quasi mai) in un libraio “coraggioso” che nella parte più visibile della sua libreria metta anche una bella pila di libri di cui non ha letto da nessuna parte, di cui nessuno sa niente ma che ha consapevolmente scelto da “operatore culturale” quale è? Perchè non fare una turnazione nei libri da mettere in bella mostra, includendo fra i “mostri sacri” dell’industria libraria anche qualche piccolo editore che per un motivo qualsiasi lo ha attirato per qualcosa? Nessuno mai che voglia sovvertire o infrangere o almeno provare ad incrinare leggi non scritte (ma più pesanti e più “vincolanti” di queste ultime) che lo “vietano”?
Il coraggio dei piccoli editori (editori puri e non a pagamento) avrebbe voglia di essere condiviso, incoraggiato e sostenuto dal coraggio dei librai.
I libri sono libri, possono piacere oppure no, possono essere lasciati a metà o essere riletti, recensiti o stroncati, vincitori di premi altisonanti o solo di gradimento del pubblico, ma la scelta ultima, il vero successo lo decreterà sempre il fondamentale, e questa volta sì, ultimo, anello della catena: il lettore. Lasciamo, allora, a lui il piacere e l’onore di scegliere liberamente, offrendogli una gamma quanto più vasta possibile di sogni da compiere tra le pagine di un libro…
A noi, che operiamo alla base del “monte cultura” è affidato il compito di operare le nostre scelte solo in base ad un unico criterio:
Questa la PROVOCAZIONE che lanciamo ai librai indipendenti dai quali ci aspettiamo e desideriamo delle risposte, dei commenti, anche mordaci se volete, ma che ci aiutino a capire cosa manca ai noi piccoli editori indipendenti per entrare nelle vostre "grazie" o come possiamo collaborare con voi affinchè anche i nostri libri possano essere ospitati sui vostri scaffali scevri da ogni pregiudizio regionale.
Eliana Corrado
Uomini di trama
Concorso letterario nazionale

Di sicuro con questo concorso ci attireremo le ire di molte donne: qualcuna sosterrà che già per troppo tempo gli uomini hanno avuto la parola, anzi spesso è stata data solo a loro e che c’è bisogno di lottare e promuovere la letteratura al femminile, che le donne sono sempre state trattate come essere inferiori dagli uomini, e ora noi gli lasciamo ancora dire la loro?
Si dirà che per troppo tempo abbiamo “subìto” la letteratura (e quindi la visione del mondo) degli uomini e ora che stiamo lottando per guadagnare spazio in una politica che ancora ha esclusivamente presidenti (sostantivo maschile plurale) della Repubblica, capi di governo (sostantivo maschile plurale) ecc., ora arriva una casa editrice, piccola, giovane, che ai suoi esordi fece “notizia” come una casa editrice “tutta al femminile” (come se la cosa fosse un evento soprannaturale, etichetta che non è che ci piaccia poi molto) e si permette dal basso della sua statura (imprenditoriale, ben inteso) di bandire un concorso che dia di nuovo voce al mondo del maschio? Che orrore!
…un incontro/scontro su questo argomento lo avemmo già un paio di anni fa con una visitatrice del nostro stand alla fiera della piccola e media editoria di Roma che, scandalizzata di fronte alla locandina della nostra collana Cyrano (collana dedicata, appunto, agli uomini in quanto scrittori e protagonisti dei libri che ne fanno parte) quasi ci inveì contro per la nostra “folle idea”.
Ma noi di Scrittura & Scritture, siamo donne e non femministe, lettrici accanite prima ancora che editrici, siamo convinte che il mondo venga visto, percepito, vissuto e narrato da punti di vista diversi, tanto più se appartenenti alla sfera maschile o a quella femminile (...e lasciatemi aggiungere: guai se non fosse così!). Noi, donne di Scrittura & Scritture rifuggiamo dalle cose scontate (che banalità sarebbe stata se avessimo bandito un concorso riservato alla scrittura al femminile?) e amiamo le provocazioni, perciò abbiamo deciso di bandire questo concorso letterario riservato solo a scrittori (sostantivo maschile plurale) i cui racconti abbiano come protagonisti personaggi maschili, reali o di fantasia, purché noti nel mondo della storia, religione, politica, arte, cinema, spettacolo, letteratura ecc. ecc. Insomma, per una volta tanto vogliamo noi donne fare un omaggio agli uomini, al loro modo di essere, di immaginare, di raccontare, e di farsi raccontare.
Non se ne abbiano a male le femministe convinte che forse grideranno allo “scandalo”, del resto chissà potranno usare l’antologia che verrà fuori da questo concorso per tirare ancora più acqua al loro mulino, come arma per dimostrare qualcosa... a danno dei maschietti.
Ben venga. A noi piacciono le sfide e, se ce ne verrà fatta una, la raccoglieremo, per ora, però, uomini raccogliete la vostra e… fateci leggere cosa (e come) avete da raccontare, quali trame sapete ordire e di quale trama è fatta la vostra stoffa di scrittori... ma mi raccomando, leggete bene il bando e attenetevi soprattutto agli artt. 1 e 2 altrimenti... dovremo ricrederci e dare ragione alle femministe??
Eliana
P.S regolamento integrale e modulo di adesione consultabili e scaricabili
Buon compleanno Scrittura & Scritture!

Il 25 gennaio aggiungeremo una candelina alla torta di compleanno di Scrittura & Scritture... e siamo a 4.
Quattro anni, eppure sembra ieri che abbiamo “timidamente” ma con molta determinazione messo su la nostra casa editrice.
Il primo anno è volato tra sedi diverse, ospitate qua e là in attesa che la nostra redazione fosse terminata, trascorrendo il tempo (sempre troppo poco) a lavorare 24 ore su 24... forse abbiamo esagerato... 16 ore su 24... dividendoci tra il lavoro al computer ospitato su una scrivania di uno studio non nostro e il lavoro fatto sulle scale del soppalco della nostra neo/futura redazione che non riuscivamo mai a vedere sgombra di operai, imbianchini e architetti, con il portatile appoggiato sui bidoni della pittura o i block-notes per appuntare tutto ciò che ci veniva in mente (idee, progetti, scadenze) mentre l’imbianchino ci chiedeva di scegliere il colore per le pareti e l’impiegato della Telecom che voleva sapere da dove veniva il “cavo centrale”... e tra un “...ecco forse le pareti sarebbe meglio farle color avorio” e un “...che diavolo vorrà dire questo con “cavo centrale”?”...noi creavamo il nostro primo sito web e il nostro primo catalogo...
Poi finalmente la nostra redazione ha preso corpo, i computer hanno trovato una loro collocazione stabile, i nostri libri cominciano ad allinearsi in bella mostra sul tavolino “delle nostre creazioni” ...ed è bello ogni tanto andarli a riguardare, sfiorare con le dita le loro copertine, sfogliarli per annusare il sapore del successo o quello della speranza o, anche, quello della delusione, e ripercorrere la strada che loro hanno compiuto (e ancora la stanno compiendo) insieme a noi e che noi abbiamo percorso grazie a loro e riconoscere che, comunque sia stata la loro sorte (che per molti libri ancora non si è compiuta...) ognuno di essi ci ha dato qualcosa: un insegnamento, un errore da non ripetere, una grafica da rivedere o limare, un successo, una soddisfazione, un dispiacere... ma tutti, indistintamente, ci hanno fatto crescere e spronato a volere sempre e comunque qualcosa in più... a non fermarci, a metterci sempre in discussione e a dire “possiamo, dobbiamo, ma sopratutto vogliamo fare di più e meglio”.
E allora ad ogni nuovo libro, ad ogni nuova esperienza, ad ogni fiera, ad ogni presentazione è un po’ come ricominciare daccapo, certo con più maturità rispetto a prima, ma anche con meno voce a fine giornata (per le lunghe discussioni con i nostri grafici ai quali, lo ammettiamo, chiediamo tanto...e anche se loro a volte sbuffano o ci manderebbero a……… quel bel libro……… sappiamo che in fondo… a volte molto in fondo… vogliono le stesse cose che vogliamo noi), con maggiori e nuove competenze acquisite da mettere in campo, ma con meno certezze in fatto di network e social group e chi più ne ha più ne metta (perchè ormai la nostra addetta stampa è diventata una “scheggia” in questo campo e ci ripete di continuo che anche questo è un campo da curare) con sempre più efficacia con cui vorremmo rivestire il nostro sito web, ma anche sempre meno predisposizione a capire la “lingua indocinese” che parla il nostro web master (che tra l’altro ci dice sempre che per realizzare quello che noi vogliamo ha bisogno di questo, quello e quell’altro ancora...) con più grinta, più entusiasmo… e sempre meno voglia di… sbagliare… sebbene consapevoli che per quanto un libro ti piaccia, lo studi e lo progetti a tavolino, ne valuti tutti gli aspetti commerciali e pubblicitari e ti danni anche l’anima perchè funzioni (perchè ci hai investito e deve... funzionare...) alla fine... è più facile sbagliare che “azzeccarci”...
Quattro anni sono pochi, per molti sono niente, per il settore editoriale sono pari a zero, per le statistiche è come se non esistessero... per il commercialista la boa vera e propria è rappresentata dal numero cinque... ma per noi ogni anno è da festeggiare, e per chi ci conosce davvero, per i ragazzi/ragazze della redazione, per Chantal e per me, questo quarto anno in particolare merita di stappare una bottiglia di Champagne... una di quelle “Riserva” che si tengono in cantina per i momenti davvero speciali... e anche se noi la cantina non ce l’abbiamo… e magari lo Champagne Riserva non ce lo possiamo permettere... e la forza per stappare la bottiglia a fine giornata sarà esaurita... la bottiglia la stappiamo idealmente... perchè con le idee abbiamo costruito il “nostro mondo” e con le nostre sole forze abbiamo fatto della nostra passione il nostro lavoro... e del nostro lavoro la nostra passione… e auguriamo a noi stesse di farlo ancora per tanto, tanto, tanto, tanto, tanto tempo.
Mille e più auguri Scrittura & Scritture!
Eliana
